Totti, solo Totti….Totti e basta!

La favola di Francesco Totti continua, arricchendosi di un altro commovente capitolo, degno della sceneggiatura di un film Hollywoodiano: a quasi 40 anni, con la bufera di polemiche che stenta a placarsi e con la squadra sotto di un gol contro il Torino, entra in campo a 4’ dalla fine ed in poco più di 3 minuti, grazie ad una romanzesca doppietta, consente alla Roma di rovesciare una partita che ormai sembrava persa.

Se fossimo in un film, la prestazione di ieri sarebbe la perfetta colonna sonora sui titoli di coda di una carriera già di per sé unica: ma è probabile, invece, che questa nuova incredibile doppia prodezza, rappresenti per il Capitano l’inizio di una nuova avventura.

Vista la reazione dei tifosi, che dopo quanto accaduto ieri, si sono stretti ancor di più intorno al Capitano, sarebbe davvero un peccato se Pallotta non tornasse sui suoi passi e non decidesse di accontentare il capitano che, nelle scorse settimane, si è detto disposto a firmare gratis per un’altra stagione pur di giocare un altro anno in giallorosso.

La Roma lo deve alla sua gente, oltre che a Totti stesso: l’Olimpico, a dimostrazione dell’infinito amore che nutre nei suoi confronti, è impazzito di gioia e c’è stato anche chi è arrivato a piangere dalla felicità.

Sono tante le metafore che si possono usare: Renzo Piano ha progettato l’Auditorium, una struttura futuristica e funzionale, ma ciò non rende il Colosseo meno moderno, anzi, Renzo Piano sa che senza il Colosseo non ci sarebbe nessun Auditorium. Oggi del Colosseo apprezziamo la sua monumentalità e le sue rovine, ma il Colosseo è la storia, la storia di Roma, che si erge imponente a più di 2000 anni.

O anche, si può pensare ad un amore lungo una vita, che attraversa tante fasi: a 20 anni si è giovani, fisicamente prestanti e con tutta la vita davanti: a 60 anni, molti obiettivi sono stati raggiunti, iniziano i primi acciacchi e magari le incomprensioni diventano più difficili da superare, ma non per questo, ci si può dimenticare di quello che si è stati e della strada percorsa insieme. Non per questo, si può far finire male una storia lunga una vita.

Spalletti, che in settimana aveva faticato a rendergli i doverosi meriti dopo il pari con l’Atalanta, stavolta non potrà far altro che ringraziarlo: se non fosse stato per lui, la Roma, molto probabilmente, avrebbe raccolto una sconfitta che l’avrebbe definitivamente tagliata fuori dalla corsa al secondo posto, al termine di una gara durissima, contro un Torino che non ha mai mollato e che si è reso protagonista di una prestazione lodevole e di sacrificio; una gara, altresì, segnata anche da sviste arbitrali clamorose, nonché, ancora una volta, arricchita dalle solite amnesie difensive.

Totti da solo non basterà a nascondere la momentanea flessione psico-fisica della squadra, ma di certo, per ora, un traguardo alla società lo ha già fatto raggiungere: grazie alla vittoria di ieri ed il contemporaneo KO dell’Inter a Genova, il preliminare di Champions è praticamente al sicuro e se è vero che gli americani guardano solo ai numeri, allora è bene che tengano conto anche di questo.

La gara con il Torino è stata un concentrato di emozioni forti: gli uomini di Ventura la sbloccano al 35′ con Belotti, che dopo aver colpito il palo con una rasoiata dal limite dell’area, si procura (trattenuta ingenua di Manolas) e trasforma un calcio di rigore.

La Roma reagisce ma si vede negare da Calvarese e dai sui molti assistenti due rigori solari: clamorosa soprattutto la “parata” di Gazzi su un tiro ravvicinato di Nainggolan in avvio di ripresa.

Tuttavia, benché presa sui nervi, la Roma non si scompone e pareggia i conti al 66′ con un colpo di testa di Manolas su calcio d’angolo: da qui parte un assalto alla porta di Padelli, un assalto che però non frutta occasioni vere, segno di una scarsa lucidità degli uomini di Spalletti in fase di manovra e sotto porta, ma anche di una difesa strenua della squadra granata.

E così, come nei peggiori incubi, la Roma finisce per tornare sotto all’80′, trafitta da un tocco in scivolata di Martinez su cross di Bruno Peres, con la difesa ferma e schierata male.

Spalletti, dopo aver gettato vanamente nella mischia Dzeko, si gioca prima la carta Pjanic ed infine, come già accaduto a Bergamo, quella della disperazione Totti.

Il Capitano, vestendo d’incanto i panni di un supereroe dei fumetti, sfrutta il pochissimo tempo a disposizione e ribalta il risultato in soli 3 minuti, prima con un tocco d’esterno destro su punizione di Pjanic, prolungata di testa sul secondo palo da Manolas e poi su rigore, il meno evidente da assegnare (il tocco con un braccio di Maksimovic sul cross di Perotti era chiaramente involontario e attaccato al corpo).

C’è chi ha detto che Calvarese ha aspettato l’ingresso di Totti per concedere un rigore, definendo il fischietto di Teramo un vero romantico: quel che è certo, è che con il suo arbitraggio quantomeno discutibile, ha reso questo capitolo della storia di Totti ancora più bello.

IL TABELLINO

Roma: Szczesny, Maicon, Manolas, Rudiger, Emerson (59′ Dzeko), Florenzi, Keita (86′ Totti), Nainggolan, Salah, Perotti, El Shaarawy (79′ Pjanic).

Torino: Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti, Peres, Baselli (71′ Vives), Gazzi (95′ Edera), Obi, Gaston Silva (63′ Molinaro), Belotti, Martinez.

Arbitro: Calvarese di Teramo.

Reti: 35′ Belotti, 66′ Manolas, 80′ Martinez, 87′ ed 89′ Totti.

Angoli: 10-4 per la Roma.

Ammoniti: Florenzi, Belotti, Padelli, Glik.

Spettatori: 30.000 circa.