Quando il teatro è emozione: Next To Normal

Si è da poco concluso il Tour di uno degli spettacoli più rock e “chiacchierati” di questa stagione teatrale: “Next to Normal”.

Vincitore di tre Tony Awards e del prestigioso premio Pulitzer per la drammaturgia, questo spettacolo rappresenta uno dei maggiori successi di Broadway degli ultimi anni.

La versione italiana, approda in Italia grazie al progetto della STM in collaborazione con Compagnia della Rancia, con la magistrale regia di Marco Iacomelli e la produzione di Andrea Manara e Davide Ienco.

I personaggi di Next to Normal sono sei: una madre, Diana Goodman, interpretata dalla grandissima Francesca Taverni; un padre, Dan Goodman, interpretato dallo strepitoso Antonello Angiolillo; un figlio, Gabe Goodman, interpretato dall’emozionante Luca Giacomelli Ferrarini; una figlia, Natalie Goodman, interpretata dalla bravissima Laura Adriani; Henry, interpretato dal giovane Renato Crudo; il Dottor Madden e il Dottor Fine, doppio ruolo interpretato dal dirompente Brian Boccuni.

Ciò che viene portato in scena è la vita quotidiana di quella che potremmo definire la “famiglia perfetta”, ma ben presto gli spettatori capiscono che questa normalità è solo apparente.

La famiglia Goodman si trova, infatti, a dover fare i conti con gli effetti che il disturbo bipolare della madre ha sulla vita di ciascuno di loro.

Diversi i “temi forti” che vengono toccati in questo musical: dalla malattia alla sua cura, dall’elaborazione del lutto al suicidio, dal disagio mentale a quello giovanile, dall’indifferenza al confronto generazionale, dall’amore al troppo amore.

Tutto questo, viene raccontato attraverso brani di stampo rock; ironia; colpi di scena che, creando una tensione continua, portano il pubblico a seguire l’intera storia con il fiato sospeso; una scenografia lineare e semplice ma possente, che si contrappone alla complessa e caotica vita dei protagonisti (di Gabriele Moreschi); un gioco di luci e ombre che, oltre a dare risalto ai colori presenti sullo sfondo, danno vita a quella che è la confusione di voci che caratterizza la mente di ciascun protagonista (di Valerio Tiberi).
Il tutto sotto l’occhio vigile della regia di Marco Iacomelli che, curando i minimi dettagli delle espressioni, delle voci, dei movimenti, ha saputo dare vigore e fragilità a ciascuno dei personaggi.

Quello che si evince assistendo a Next to Normal, è la forza dirompente, innovativa e provocatoria di un musical che rappresenta un punto di rottura nel mondo del Teatro Musicale, perché capace di affrontare temi distanti dalla tradizione italiana del suo genere: tuttavia, questa prerogativa, che dovrebbe essere un punto di forza dello spettacolo, ha in realtà rappresentato, fino ad ora, un suo limite, impedendo a questo capolavoro musicale di toccare città importanti, Roma su tutte, che hanno ritenuto la storia troppo “poco divertente” per poter essere portata in scena nei teatri italiani di maggior rilievo.

È vero, la realtà che ci viene presentata in Next to Normal, appare assai distante da quella di un “normale” nucleo familiare che si trova nella vita di tutti i giorni a dover affrontare problemi e drammi, piccoli o grandi: eppure i personaggi della storia smentiscono presto tutto questo, facendoci vivere in un modo incredibilmente reale, un’infinita gamma di sfumature emotive.

Nonostante i temi così forti e così apparentemente lontani, non sentirsi coinvolti è impossibile: si viene rapiti dalla trama, si comincia un percorso dentro la propria anima e quella che sembra una storia così distante da noi, ci permette di vivere uno dei viaggi emozionali più forti che una persona possa fare. Vengono toccate quelle parti del nostro essere che solitamente tendiamo a nascondere e alla fine, ci si sente vicino ad almeno uno dei personaggi della storia.

La grandezza di Next to Normal, oltre che nelle musiche, nei testi, nelle luci, nella bravura degli artisti sul palco, sta proprio in questo, nella capacità di dare ad ognuno di noi la possibilità di mettere a nudo la proprio anima, rispecchiandosi: nel dolore di una madre, nell’amore di un padre, nella solitudine di una figlia.

Next to Normal è questo e molto di più: è un percorso emozionale che porta lo spettatore a porsi nuove domande e ad osservare la realtà circostante sotto una chiave di lettura del tutto diversa; ecco perché mi auguro con tutto il cuore che presto questo spettacolo possa essere portato in tutta Italia.