Sanremo 2016, gli Stadio sbancano l’Ariston

La gradita vittoria degli Stadio con la canzone “un giorno mi dirai”, incentrata sul rapporto padre/figlia, chiude la 66° edizione del Festival di Sanremo.
Una edizione trionfale dal punto di vista degli ascolti (11 milioni gli Italiani incolati davanti alla TV per la finale di ieri sera), ma che verrà ricordata anche per le tematiche sociali affrontate, gli ospiti Italiani ed internazionali intervenuti, per una conduzione gradevole e divertente ed ovviamente per la canzoni in concorso, alcune decisamente di ottima fattura.
CARLO CONTI NON SBAGLIA MAI
Ottima la conduzione dell’anchor man toscano, alla sua seconda edizione consecutiva sul palco dell’Ariston: Carlo Conti si conferma un ottimo intrattenitore, impeccabile nella gestione dei tempi dello spettacolo, misurato tra la gestione delle gag con ospiti e co-conduttori e l’affrontare le tematiche sociali più sensibili, capace di gestire al meglio gli imprevisti della diretta e perfettamente a suo agio al cospetto di mostri sacri della musica e del cinema come Elton John e Nicole Kidman.
GABRIEL GARKO, DA BERSAGLIO FACILE A MASCOTTE
Si è molto discusso dell’utilità e della riuscita di Gabriel Garko come “valletto” al fianco di Carlo Conti: la partenza non è stata delle migliori, forse anche per un ruolo nel quale non si era mai cimentato, ma col passare del tempo, Gabriel ha trovato la sua dimensione e grazie anche ad un pizzico di autoironia che non guasta mai (divertentissima la gag della “scala” con Carlo Conti), è riuscito a ribaltare i giudizi negativi che critica e spettatori gli avevano riservato soprattutto nelle prime due serate.
VIRGINIA RAFFAELE LA TRASFORMISTA
Una delle realtà più gradite è stata sicuramente Virginia Raffaele, che ogni sera ha imitato ed interpretato “un’eccellenza” diversa, dal mondo del cinema (Sabrina Ferilli con la sua romanità spinta), passando per quello della danza (Carla Fracci con il suo aplomb ed i suoi problemi di senilità, forse il personaggio più riuscito e più divertente perché inaspettato), fino al mondo della moda (Donatella Versace con la sua disastrosa chirurgia plastica), per finire con il mondo del gossip, con il personaggio che l’ha resa famosa ai più, ovvero Belen Rodriguez, con la sua avvenenza eccessiva e “terivile”, come direbbe Virginia stessa.
MADALINA GHENEA, BELLEZZA ED INTELLIGENZA
Una scelta sicuramente azzeccata, è stata quella di creare un perfetto equilibrio tra la comicità di Virginia Raffaele e la bellezza e la sensualità dell’altra valletta, Madalina Ghenea, nota già a molti per aver recitato nel film Youth di Paolo Sorrentino. Madalina non ha avuto molto spazio, ma ogni volta che è stata chiamata in causa, è stata impeccabile, malgrado l’emozione della diretta ed il fatto che non parlasse perfettamente l’italiano. A tal proposito, ha dato dimostrazione di grande cultura, presentando se stessa ed introducendo la prima serata in diverse lingue, dimostrando grande padronanza lessicale e linguistica. A coronazione di questo, la sua indiscutibile bellezza, resa ancor più evidente grazie agli splendidi abiti che le sono stati messi a disposizione e disegnati apposta per lei
GRANDI OSPITI ITALIANI ED INTERNAZIONALI
Non sono mancati grandi ospiti internazionali, da Elton John che ha incantato l’Ariston con alcuni suoi classici come Your song e Sorry seems to be the hardest word, a Nicole Kidman, bellissima ed impegnatissima nella lotta contro la violenza sulle donne, ma anche artisti nostrani, come Laura Pausini (memorabile il duetto con “se stessa” nel video della sua vittoriosa partecipazione a San Remo giovani del 1993, sulle note de “La solitudine”), fino ad Eros Ramazzotti, Pooh e Renato Zero, che hanno celebrato le loro rispettive pluriennali carriere con un medley ciascuno delle proprie canzoni più rappresentative. Oltre a quelli appena citati, sono intervenuti anche ospiti del mondo del teatro e della TV come Aldo Giovanni e Giacomo, Nino Frassica che he si è reso protagonista di una esilarante intervista doppia con Gabriel Garko, Enrico Brignano, brillante e divertente come sempre, ma anche intenso nell’interpretare un monologo sul ruolo di padre, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, protagonisti insieme a Carlo Conti di una gag divertentissima tutta toscana e Beppe Fiorello, emozionante nel recitare una poesia/canzone sull’Ilva di Taranto.
TEMATICHE SOCIALI IMPORTANTI
Il Festival, come detto, è stato seguito da milioni di telespettatori ogni sera e dunque ha rappresentato un importante momento di comunicazione di tematiche importanti, in modo da farle arrivare al più alto numero possibile di persone. In tal senso, è apparso azzeccato l’uso da parte degli artisti in gara, di nastri arcobaleno a sostegno delle unioni civili, tematica molto sentita in queste settimane, nonché, come detto, l’intervista a Nicole Kidman, impegnata sia sul fronte delle adozioni che nella lotta alla violenza sulle donne, fino anche ad alcune tematiche affrontate nelle canzoni in gara, come quella della tragedia dei migranti del Mediterraneo in “Blu” di Irene Fornaciari o anche il tentativo di Rocco Hunt di dare una scossa ai giovani e meno giovani del sud (e non), con la sua “Wake up”.
LEAST BUT NOT LAST…..LA MUSICA!!!
Rispetto all’edizione 2015, non c’è stata una canzone che ha davvero spiccato sulle altre e fino alla stesura della classifica finale, erano molte le canzoni che avrebbero potuto vincere la rassegna musicale. Di indubbio valore, i brani portati da Dolcenera con il suo soul intenso ed elegante, Annalisa ed Arisa, bellissime e straordinarie interpreti come sempre, Enrico Ruggeri, graffiante come ad inizio carriera, Alessio Bernabei, Elio e le storie tese, autori di una canzone tecnicamente e musicalmente geniale, Deborah e Giovanni Caccamo, Irene Fornaciari e Rocco Hunt di cui abbiamo già tessuto le lodi per i testi delle loro rispettive canzoni ed ovviamente gli Stadio, che con il loro rock graffiante, equlibrato e mai eccessivo, hanno meritato di vincere sia la competizione dei Big, sia la gara secca delle cover, tenutasi la terza sera, che ha visto trionfare la bandi capitanata da Gaetano Curreri, con l’intramontabile “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla.
Questa la classifica finale:

1) Stadio – Un giorno mi dirai
2) Francesca Michielin – Nessun Grado di Separazione
3) Giovanni Caccamo e Deborah Iurato – Via da qui
4) Enrico Ruggeri – Il primo amore non si scorda mai
5) Lorenzo Fragola – Infinite volte
6) Patty Pravo – Cieli immensi
7) Clementino – Quando sono lontano
8) Noemi – La borsa di una donna
9) Rocco Hunt – Wake up
10) Arisa – Guardando il Cielo
11) Annalisa – Il diluvio Universale
12) Elio e Le Storie Tese – Vincere l’odio
13) Valerio Scanu – Finalmente Piove
14) Alessio Bernabei – Noi siamo infinito
15) Dolcenera – Ora o mai più (le cose cambiano)
16) Irene Fornaciari – Blu
Vincitore della categoria nuove proposte: Francesco Gabbani con il brano “Amen”.

Il premio della Sala Stampa Radio-tv-web Lucio Dalla – Sezione Campioni, è andato agli Stadio con il brano «Un giorno mi dirai». Alla band emiliana sono andati 19 voti, Rocco Hunt ne ha presi 15, Annalisa 12, Elio e Le Storie Tese ed Enrico Ruggeri 11, Noemi 10.

Il premio della Critica Mia Martini – Sezione Campioni, è invece andato a Patty Pravo con il brano «Cieli Immensi». A Patty Pravo sono andati 18 voti, Elio e Le Storie Tese ne hanno conquistati 17, gli Stadio 16. In tutto hanno votato 109 giornalisti presso la Sala Stampa Ariston Roof. «Voglio dedicare questo premio a Gaetano Curreri. Sia perché pensavo lo vincesse lui, sia perché amo il ragazzo che ha scritto ‘Dimmi che non vuoi morirè con Vascò», ha detto Patty Pravo.

Il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo è andato, infine al brano “Amen” di Francesco Gabbani.