Roma, un punto più per il morale che per la classifica

La Roma esce indenne dalla delicata trasferta di Napoli e strappa un punto più per il morale che per la classifica, che ora vede la compagine giallorossa al 5° posto, scavalcata dalla Juventus che nel posticipo di domenica ha strapazzato 3-1 la Fiorentina.

Gli uomini di Garcia hanno giocato una partita estremamente accorta, contro un Napoli molto ben messo in campo e che non ha mollato un metro fino all’ultimo minuto: Garcia, forse consapevole di dover assumere un atteggiamento tattico diverso da quello delle ultime gare non positive, ha schierato un 4231 che ha garantito copertura a centrocampo e difesa ed ha lasciato poche chances al Napoli per colpire.

In un contesto tattico simile, anche Rudiger, al centro di pesanti critiche per le recenti prestazioni negative, ha avuto modo di giocare con più sicurezza ed è ben riuscito ad annullare il pericolo Higuain, anche naturalmente grazie al supporto di Manolas, autore della solita prestazione grintosa e tenace.

In bell’evidenza anche Szczesny, che dopo la brillante prestazione contro il Bate di mercoledì scorso, si è ripetuto domenica pomeriggio con un paio di interventi di rilievo e garantendo sicurezza ed autorità nelle uscite sia basse che alte.

A metà campo, il solito Nainggolan e De Rossi hanno giocato una gara intensa contro Allan, Jorjinho e Hamsik ed al netto di qualche lieve sbavatura, hanno garantito sicurezza al reparto difensivo e filtro per le ripartenze in contropiede.

Sotto tono Pjanic che ha giocato a sprazzi, anche perché ben contenuto dai difensori della squadra di Sarri ed anche Florenzi, che forse inizia a pagare questo suo adattamento a terzino destro: diverse le sgroppate sulla fascia, che però si sono concluse con cross sballati, nonché la statistica che ha visto il Napoli creare quasi tutti i pericoli dalla sua parte, segno che gli uomini di Sarri hanno identificato in Alessandro “core de nonna”, l’anello debole della squadra e dunque il lato da attaccare.

Come più volte ribadito, è necessario per la completezza della rosa, che Sabatini e Pallotta portino a Roma un terzino destro di ruolo, in modo da restituire a Florenzi la sua identità ed anche i suoi gol che ultimamente stanno mancando: non si discute la sua buona volontà, ma le sue ultime prestazioni stanno evidenziando un calo rilevante.

Se è vero che la Roma ha subito poco, è altrettanto vero che però gli uomini di Garcia non hanno creato pericoli veri alla porta di Reina: Dzeko, impiegato come terminale offensivo alle cui spalle hanno operato il già citato Pjanic, oltre che Iago Falque e Salah al rientro dopo l’infortunio, si è dannato a fare a sportellate con i difensori del Napoli ed ha fatto il possibile per difendere i palloni ricevuti coi lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, in modo da consentire gli inserimenti dei tre dietro a lui, ma questa tattica non ha portato i risultati sperati da mister Garcia, tanto che a fine gara il tabellino dei tiri in porta segnerà un impietoso 0, al netto di un colpo di testa di De Rossi finito in gol, ma con l’azione interrotta dal guardialinee perché sul cross di Rudiger il pallone era uscito.

Dunque un pari che non muove la classifica ma fa morale, perché la Roma era scesa a Napoli con una pressione non indifferente, dati gli ultimi risultati negativi e le prestazioni scadenti: ora, prima della sosta natalizia, l’megno di domani pomeriggio contro lo Spezia per l’esordio in Coppa Italia (Garcia già pensa ad un inevitabile e necessario turn-over) e domenica alle 15 l’impegno casalingo contro il Genoa di Gasperini, che dati gli ultimi risultati, potrebbe essere un buon banco di rivincita per gli uomini di Garcia, in modo da chiudere l’anno con una vittoria che ormai manca da più di un mese.