Roma, prova di forza

La Brigata Spalletti espugna Marassi grazie ad un’autorete di Izzo nel primo tempo, incamerando tre punti d’oro che mantengono inalterata la distanza dalla Juve, uscita anch’essa vincitrice dalla sfida serale contro il Bologna, ma con una gara ancora da recuperare.

A Marassi contro i rossoblu di Juric ci avevano già perso Fiorentina, Milan e la stessa Juventus, mentre il Napoli aveva raccolto solo un punto: non c’era modo migliore di iniziare l’anno per la Roma, che chiude il girone d’andata con una di quelle vittorie che possono cambiare il corso di una stagione.

I giallorossi si sono riscoperti cinici, compatti, capaci di vincere anche le partite “sporche”, da sempre uno dei talloni d’Achille della Roma, eterna seconda dell’ultimo decennio.

La vittoria della Roma, al di là che sia maturata grazie ad un autorete, è arrivata a legittimazione di un primo tempo dove la squadra di Spalletti aveva creato di più (pur avendo rischiato il pari, evitato da Szczesny con un prodigio) e di una ripresa dove alla fine, senza particolari sofferenze e con un palo colpito da Dzeko, i giallorossi hanno dimostrato di aver meritato ai punti di vincere.

La cronaca in breve: che sarà una gara giocata a viso aperto lo si capisce subito perché non passano neanche 50 secondi e Laxalt impegna Szczesny ed un minuto dopo Dzeko va a colpo sicuro ed obbliga Perin ad un vero e proprio miracolo che purtroppo gli costa il ginocchio sinistro.

Nell’equilibrio complessivo della gara, la maggiore qualità dei giallorossi inizia a venire fuori, ma tuttavia, la Roma non riesce a concretizzare prima con Perotti, troppo altruista quando cerca un passaggio di troppo davanti alla porta e poi con Nainggolan, poco preciso quando sceglie la potenza anziché la precisione su un bel passaggio di Dzeko: ma alla fine gli uomini di Spalletti riescono comunque a passare in vantaggio, seppur con l’aiuto fondamentale di Izzo, sfortunato nel mettere il pallone nella propria porta, nel tentativo di anticipare a Perotti su un tiro-cross di Bruno Peres.

La reazione dei rossoblu è affidata ad un calcio di punizione per fallo ingenuo di Rudiger, battuto dal lato corto di destra dell’area di rigore giallorossa: il pallone, calciato forte da Ninkovic, passa tra una selva di gambe e Szczesny opera un vero e proprio prodigio di riflessi per evitare il pari, seppur con l’aiuto dal palo.

Nella ripresa la Roma si ripresenta con l’atteggiamento giusto, portando da subito pressione e non accontentandosi del vantaggio minimo e l’azione migliore capita sui piedi di Dzeko, che sull’ottimo cross di Nainggolan, è perfetto nell’anticipo a Burdisso, ma trova il palo a dirgli di no.

Qualche minuto dopo il potenziale 0-2, la Roma, complice anche la stancezza, abbassa il baricentro e si compatta con le linee di difesa e centrocampo: il Genoa, nella disperata ricerca del pareggio, prova con tutte le forze a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma di vere occasioni non ne arrivano per la squadra di Juric, se non al 92’, quando Ocampos trova il pallone sotto l’incrocio, ma Sczcesny è perfetto nel volo plastico a deviare in corner, compiendo una parata che vale tre punti ed è simbolo di una Roma cinica, compatta e che ha ben dimostrato saper vincere da grande.

IL TABELLINO

Genoa: Perin (8’ Lamanna), Izzo, Burdisso, Munoz, Lazovic (77’ Pinilla), Rigoni, Cofie, Laxalt, Ninkovic (62’ Edenilson), Simeone, Ocampos.

Roma: Szczesny, Rudiger, Fazio, Juan Jesus, Bruno Peres (85’ Manolas), De Rossi, Strootman, Emerson, Nainggolan (88’ Paredes), Perotti (78’ El Shaarawy), Dzeko.

Reti: 35’ autogol Izzo.

Ammoniti: Cofie, Ocampos, Rudiger, De Rossi, Strootman, Fazio.