Roma, notte amara, ma obiettivo centrato

La Roma non va oltre lo 0-0 contro il Bate Borisov e malgrado l’ennesima scialba prestazione, passa il girone di Champions League come seconda del gruppo, grazie anche al concomitante pareggio maturato tra Bayer Leverkusen e Barcellona.

L’obiettivo centrato dagli uomini di Garcia, tuttavia, non nasconde la delusione di un’altra prestazione sottotono, che ha evidenziato i grandi problemi psico-fisici che attanagliano la squadra da ormai più di un mese, periodo nel quale la Roma non ha saputo vincere mai (l’ultima vittoria risale all’otto novembre scorso nel derby) ed ha inanellato un pareggio (ieri) ed una pesante sconfitta a Barcellona in Champions, mentre in campionato ha saputo raccogliere due soli punti a Bologna e Torino, con in mezzo la sconfitta contro l’Atalanta in casa.

Ci si aspettava di più, molto di più dalla Roma ieri: doveva essere la serata del riscatto ed invece c’è mancato poco che terminasse col botto finale, se Szczęsny non avesse compiuto un autentico miracolo nel secondo tempo, sul tap in a botta sicura di Volodko, oltre ad un altro intervento di tutto rilievo, poco dopo, su Mladenovic.

La Roma ha fatto davvero poco, ha creato si qualche occasione, ma ha mostrato di nuovo forti lacune dal punto di vista del gioco espresso: una manovra poco fluida e poco ragionata, soprattutto al momento di concludere a rete.

Dzeko si è dato molto da fare, sia nell’andarsi a prendere il pallone a metà campo e sia a fare a sportellate con la difesa avversaria, anche se purtroppo anche ieri il gol è mancato, malgrado una ghiotta occasione avuta nel secondo tempo, quando solo davanti a Chernik, ha sparato addosso al portiere la palla della tranquillità.

Pochi i giocatori di cui poter elogiare la prestazione: oltre al solito Manolas, di sicuro va messa in risalto la solita gara tenace di Nainggolan, che da solo è stato quello che ha creato più pericoli, tre tiri in totale, verso la porta del Bate Borisov.

Graditissimo il ritorno di Salah, che quando è entrato ha dato vivacità e velocità all’azione giallorossa e ci si augura che domenica a Napoli possa essere l’arma in più.

Per il resto, preoccupa come col passare dei minuti nella ripresa, il Bate abbia preso in mano le redini del gioco ed abbia chiuso la Roma nella sua metà campo, tanto da mettere paura sia ai giocatori in campo e sia ai pochi tifosi che occupavano le tribune: la scelta di togliere Iturbe e mettere Ucan e la costante richiesta di aggiornamenti da Leverkusen, sono il segno di una fragilità psico-fisica evidente, di una mancanza di sicurezza nei propri mezzi che molto ricorda quanto accaduto la scorsa stagione, tanto da iniziare a far credere che questa rosa, forse, non riesce a reggere il doppio impegno, secondo i carichi di lavoro e secondo il dettato tattico di Garcia.

Ci si domanda perché pur avendo ora un centravanti di peso, il mister francese continui ad utilizzare uno schema tattico più adatto a punte veloci o che meglio si adatta con la presenza in campo di Totti, di sicuro più abile ed esperto a fare il gioco cui è costretto Dzeko, che poi sotto porta può perdere lucidità e fallire occasioni come quella di ieri o di sabato a Torino.

Garcia difende di nuovo l’operato della squadra e si ritiene soddisfatto dell’obiettivo raggiunto: i fischi pesanti di ieri a fine gara però, sono il segnale di uno scollamento tra la piazza e le dichiarazioni ufficiali del mister e della società che lo difende e gli rinnova la fiducia ed addirittura attacca tifosi ed ambiente, come elementi dannosi per i giocatori.

Il fenomeno delle radio, fenomeno del tutto romano, può essere si un elemento di pressione eccessiva, ma criticare i tifosi che fischiano per i risultati deludenti, appare come un atteggiamento sindacabile da parte della dirigenza giallorossa, che in questi anni ha si investito tanto, ma non ha ancora portato trofei in bacheca e questo giustifica e non poco la frustrazione dei tifosi, che, malgrado tutto, hanno fatto e fanno il possibile per stare accanto alla squadra, a parte la polemica aperta dei tifosi della curva sud.

Garcia ha detto che è compito loro riportare fiducia nell’ambiente: quello che ci si augura. È che la Roma possa mettere mano al budget ricavato dal passaggio del turno di Champions e ritoccare la rosa nelle sue criticità (soprattutto un difensore centrale che dia respiro a Rudiger, troppe volte apparso non all’altezza ed un terzino destro, da impiegare in staffetta con Maicon e che permetta a Florenzi di ritrovare il suo ruolo naturale di esterno alto.

Ora la Roma è attesa da una delicata sfida domenica a Napoli: l’augurio è che Garcia riesca a dare le giuste motivazioni a chi andrà in campo e magari che possa anche apportare qualche modifica all’approccio tattico della gara, in modo anche da meglio valorizzare i suoi giocatori.

Il 14 dicembre prossimo, invece, ci sarà il sorteggio per gli ottavi di Champions: da evitare Bayern, Real Madrid ed Atletico Madrid, cosi come Chelsea e Manchester City: Wolsburg e Zenit, gli avversari più abbordabili.