L’Atalanta sprofonda la Roma: Garcia in bilico

La Roma cade in casa al cospetto di una Atalanta ordinata e composta, che col minimo sforzo ottiene il massimo risultato.

Ora, malgrado i numeri dicano altro, è ufficialmente aperta la crisi in casa Roma e sul banco degli imputati, come spesso accade, troviamo mister Rudi Garcia, che dal canto suo, stando alle dichiarazioni rilasciate, si sente sicuro del posto e della fiducia della società , anche se i rumors sul possibile successore del mister francese si susseguono senza sosta, da Lippi a Conte, passando per il nome (sogno?) di Carletto Ancelotti.

Baldissoni e Sabatini sono stati chiari, le prossime due gare saranno decisive, un passo falso a Torino o peggio, col Bate Borisov in Champions League tra dieci giorni e la società dovrà mettere mano alla questione, anche e soprattutto per dare un segno di presenza e di fermezza ai propri tifosi, ieri rimasti delusi più dall’approccio che dal risultato in se per se, benché le tribune semi deserte ed i fischi durante la presentazione delle squadre, sono il segno che l’imbarcata di Barcellona non è stata ancora smaltita.

E tornando alla gara di ieri, la Roma ha dimostrato un’involuzione preoccupante, decisamente figlia della serata nera di Champions di Barcellona: una squadra lenta e prevedibile, capace di creare solo tre occasioni da gol in tutto il primo tempo e nemmeno poi cosi pericolose (da ricordare, un’incursione diagonale di Pjanic ben contenuta da Sportello, una bella girata al volo di Dzeko di poco alto ed un tiro di poco alto di Iturbe, più frutto del caso che di una giocata voluta).

L’Atalanta dal canto suo, ha svolto il compito al meglio, in maniera ordinata e compatta, con un atteggiamento tattico speculare a quello adottato da mister Garcia (4-3-3, con gli esterni di attacco pronti a dar manforte al centrocampo in fase di non possesso) e pronta ad approfittare degli errori in fase di impostazione degli uomini di Garcia: e proprio da un errore grossolano di Dignè (fino a quel momento protagonista di una discreta gara) che “el Papu” Gomez trova una perla con un destro a giro di rara precisione, sul quale De Sanctis, a sorpresa schierato al posto di Szczęsny, nulla ha potuto.

La Roma, a quel punto, è andata ancora di più in difficoltà ed il secondo tempo ha seguito la falsa riga del primo, con una squadra incapace di creare vere occasioni da gol, tolto un calcio d’angolo che ha portato Pjanic a colpire di testa a colpo sicuro, con Cigarini che ha salvato sulla linea.

L’Atalanta si è difesa con ordine cercando di colpire in contropiede e su una di queste ripartenze, Gomez ha avuto la palla del KO, solo davanti a De Sanctis che però ha saputo ipnotizzare a dovere il fantasista nerazzurro, salvando il risultato.

Neanche questo campanello d’allarme ha svegliato gli uomini di Garcia, che intanto aveva cambiato Florenzi per Maicon e Iago Falque per la giovane promessa della primavera Sadiq: con il passare dei minuti, la Roma ha dato evidenza di una resa anticipata, sia dal punto di vista fisico che mentale, fino all’episodio che ha chiuso la gara, quando da un calcio d’angolo gestito in maniera pessima, la Roma ha concesso l’ennesimo contropiede orobico, con uno scatenato Gomez lanciato in campo aperto, che viene steso da Maicon in area al momento di calciare verso la porta di De Sanctis: chiara occasione da gol e dunque rigore ed espulsione del terzino brasiliano. Dal dischetto Denis non sbaglia e chiude di fatto la gara sullo 0-2, dieci minuti abbondanti prima del fischio finale.

Trovare qualcuno che si salvi dalla bruttissima figura di ieri è molto difficile: solo Nainggolan, sempre grintoso fino alla fine e De Rossi, al rientro e capace di dare ordine e maggior sicurezza davanti alla difesa, sono sembrati più meritevoli degli altri, ma siamo ai dettagli, perché dopo il KO di Barcellona ci si aspettava una gara decisamente diversa e di questo sono responsabili tutti, sia l’allenatore che non ha saputo preparare a dovere la gara a livello mentale e sia i giocatori, incapaci di trovare le giuste motivazioni, al di la di tutto.

Come detto in precedenza, i numeri sorridono comunque alla causa giallorosa: la qualificazione agli ottavi di Champions non sembra cosa impossibile e malgrado la sconfitta di ieri, le zone alte della classifica del campionato non sono cosi distanti. Quello che però preoccupa, è vedere una squadra che dopo la sconfitta di Barcellona sembra essersi di nuovo smarrita, come anche accadde lo scorso anno dopo la pesante sconfitta per mano del Bayern: la trasferta di Torino di sabato prossimo sembra essere uno scoglio durissimo, ma ora più che mai, è il momento di dimostrare che giocatori ed allenatore meritano la fiducia (anche se a tempo) accordata loro dalla società.