La Roma affonda: game, set and match Barcellona

Nella quinta giornata del girone E di Champions League, la Roma affonda al Camp Nou contro il Barcellona ed incassa una sonora sconfitta per 6-1, che riporta a galla gli spettri del 7-1 subito contro il Bayern lo scorso anno.

Dato il contestuale pareggio tra Bate Borisov e Bayer Leverkusen, la qualificazione è ancora più che alla portata, ma servirà a tutti i costi battere il Bate Borisov il prossimo 9 dicembre all’Olimpico, nella sfida finale della fase a gironi.

Troppo alto il divario tra le due squadre e lo si è visto subito: il Barça dell’ex Luis Enrique, solo nei primi 15 minuti è riuscito a creare diverse occasioni da rete, tutte frutto della velocità di manovra di un centrocampo in grande spolvero, con Rakitic e Sergi Busquets sopra gli scudi e dei tre “tenores” d’attacco, Messi, al rientro dopo 2 mesi di stop ed autore di una doppietta, “el pistolero” Suarez, anch’egli autore di 2 gol e Neymar, che non ha segnato, ha sbagliato un rigore, ma ha creato gioco e giocate di altissima fattura, confermando il suo indiscusso talento e l’ottima stagione che sta vivendo.

La Roma dal suo canto ha prestato il fianco all’undici catalano, con un approccio alla gara decisamente sbagliato, una difesa altissima che si è fatta infilare da ogni parte ed un centrocampo, orfano di De Rossi, la cui presenza avrebbe sicuramente giovato alla causa giallorossa, che ne ha aiutato in fase difensiva e ne ha saputo far da “filtro” per gli attaccanti, con Pjanic decisamente sottotono e sovrastato dalla maggior tecnica e fisicità degli avversari.

Non è bastata la grinta immancabile di Nainggolan e di Manolas ed il solito cuore di Florenzi, la Roma, che paradossalmente, ha avuto sulla testa di Dzeko una clamorosa palla gol che se non fosse stata sprecata, chissà come avrebbe indirizzato la gara, una volta passata in svantaggio si è come slegata e sfiduciata ed il Barcellona ha avuto fin troppa vita facile nell’imporre il suo gioco, basato sul possesso palla (incontrovertibile il dato finale sul possesso palla: 70% Barcellona e 30% Roma) e su improvvise e velocissime giocate in verticale, sia corali che singole (il secondo gol, il primo della serata siglato da Messi, rimane nella memoria come uno dei più bei gol di questa edizione della Champions).

Categorico il giudizio di Maicon a fine gara: il terzino brasiliano ammette la serata no di tutta la squadra, l’approccio mentale decisamente sbagliato ed ha palesemente dichiarato che avrebbe potuto finire pure peggio.

Sul banco degli imputati anche mister Rudi Garcia, reo di non aver fatto tesoro dell’imbarcata dello scorso anno subita per mano del Bayern di Guardiola: in effetti non è chiaro l’approccio mentale e tattico alla gara ed all’avversario e non si è rivelata azzeccata la scelta di preservare De Rossi in quanto diffidato: forse non sarebbe cambiato l’esito della contesa, ma un giocatore di tempra come De Rossi, sicuramente avrebbe fatto sentire il suo peso e la sua esperienza in mezzo al campo, contro un avversario come il Barcellona.

Il commento comune a tutti, da Sabatini, passando per Garcia ed i giocatori, è di doversi scrollare di dosso immediatamente le tossine di questa sconfitta, al fine di preparare al meglio le prossime delicatissime sfide contro Atalanta e Torino in campionato, per rimanere in scia di Inter, Napoli e Fiorentina e contro il Bate Borisov tra due settimane, per assicurarsi sia l’accesso agli ottavi di finale di Champions, sia i soldi che il passaggio del turno garantirebbe alle casse giallorosse, utilissimi da reinvestire nel mercato di gennaio.